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COMUNITA' SOLIDARISTA

Cresce il numero di profughi birmani verso la frontiera thailandese – Altri quattro anni ad Aung San Suu Kyi

Gennaio – 08 gennaio 2020 – Brutte notizie arrivano dal distretto di Mutaw. Nell’ultimo anno si sono contati 300 conflitti a fuoco tra le truppe del KNLA e i soldati birmani in un anno, riportando un numero di oltre 200 morti. Questa terribile situazione, che ovviamente viene dimenticata dai giornali internazionali, ha portato all’aumento dei profughi che si riversano lungo il confine thailandese, infatti questi scontri non limitano a colpire le milizie armate, ma si ripercuotono direttamente sulla popolazione civile che rimane inerme davanti a tale sopraffazione.

Si contano infatti oltre 300mila profughi interni, soprattutto nelle aree abitate dalle minoranze nel nord e nell’est del Myanmar. Negli Stati Chin, Kachin, Kayah, Shan e Karen si concentra anche il maggior numero di cristiani. Soprattutto di etnia Karen sono le migliaia di fuggiaschi che premono per cercare rifugio in Thailandia: circa 6mila hanno già varcato il confine con la Thailandia sotto la pressione degli scontri tra militari e combattenti Karen.

Da alcune fonti viene riportato che i combattimenti sono iniziati il 15 dicembre scorso nel villaggio di Lay Kay Kaw a sud di Mywaddy. L’esercito birmano è entrato nell’area per cercare appartenenti ai movimenti di resistenza anti governative. Il 14 dicembre l’esercito birmano ha perciò iniziato ad arrestare gli abitanti dei villaggi, infliggendo loro pesanti torture, che hanno portato anche alla morte di alcuni civili. Arresti che si sono protratti per alcuni giorni, fintanto che sono intervenute le truppe del Karen National Liberation Army (KNLA), braccio armato della Karen National Union, iniziando i combattimenti alle 7 del mattino del 15 dicembre.

Mentre i militari Karen continuano la guerra di resistenza contro il Governo Centrale di Rangoon, l’ex leader Aung San Suu Kyi è stata condannata dal tribunale Birmano ad altri quattro anni di prigione. Suu Kyi, agli arresti domiciliari dopo il colpo di stato del febbraio 2021, è stata dichiarata colpevole di importazione illegale di walkie-talkie. Era già stata condannata a quattro anni di reclusione per aver violato le restrizioni sul coronavirus, pena ridotta a due anni dalla giunta.

fonte: https://www.asianews.it

Fotografie: https://www.facebook.com/thekarenarmy https://www.freeburmarangers.org

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