Comunità Solidarista Popoli Onlus

Birmania

UNA LUNGA AMICIZIA. AL FIANCO DEL POPOLO KAREN

L’interesse nei confronti del Popolo Karen nasceva quasi per caso, nel 1994, durante un viaggio tra i guerriglieri che si opponevano al Governo birmano. In quell’anno la KNU, organismo di rappresentanza politica dei Karen, gestiva ancora buona parte del territorio abitato da questa etnia. Nella capitale, Manerplaw, un villaggio di palafitte che ospitavano ministeri e dipartimenti dell’amministrazione, erano presenti gli esponenti del vasto panorama della dissidenza politica birmana, dalla NLD (National League for Democracy) di Aung San Suu Kyi, ai gruppi degli studenti fuggiti da Rangoon dopo le manifestazioni di protesta del 1988. Manifestazioni che si erano concluse nel sangue, con l’intervento dell’esercito che aveva provocato circa tremila vittime. Andammo a Manerplaw entrando clandestinamente in Birmania per seguire i combattenti Karen, in quei mesi impegnati a respingere le offensive dei birmani contro la città – simbolo della loro resistenza.

Passammo giorni e giorni in trincea a contatto con giovanissimi guerriglieri che tenevano testa ad uno dei più armati eserciti del Sud Est Asiatico. Trascorremmo lunghe notti a discutere con comandanti e uomini politici, per cercare di comprendere i perché della orgogliosa lotta intrapresa oltre quaranta anni prima. La vita quotidiana nei villaggi Karen ci permise di leggere in profondità l’indole di questo popolo: aperto e tollerante nei confronti degli stranieri, semplice e pacifico nell’impostazione dei rapporti all’interno della comunità tradizionale. Ma al tempo stesso inflessibile nell’applicazione di codici di comportamento ispirati ad un certo puritanesimo. Per i Karen l’uso e il commercio della droga, lo sfruttamento della prostituzione e l’abuso di alcool sono reati puniti con estrema severità.

PROGETTO KAWTHOOLEI – LE CLINICHE MOBILI

E’ il primo dei progetti studiati da POPOLI per correre in aiuto alle comunità Karen sparse nelle jungle della Birmania Orientale.

Il progetto nasce nel 2001, dopo un accurato sopralluogo condotto nelle aree di guerra al confine con la Thailandia da un team che esplora villaggi e campi profughi gestiti con pochissimi mezzi dal Dipartimento Karen per la Sanità e il Welfare.Il sopralluogo evidenzia le drammatiche conseguenze della mancanza di farmaci contro la malaria , le infezioni gastrointestinali, le infezioni delle vie respiratorie e di quelle urinarie. La scarsità di apporto vitaminico nella dieta dei bambini risulta altrettanto grave. Inoltre, la presenza di feriti da arma da fuoco, da granate, da mine antiuomo, ci convince che é necessaria la fornitura di strumenti per il pronto soccorso. L’assistenza sanitaria ai profughi interni Karen, cioè ai soggetti maggiormente colpiti dalle conseguenze delle campagne militari, è affidata a delle cliniche mobili, strutture che vengono evacuate in caso di attacco da parte dei soldati birmani, per essere nuovamente allestite in zone più sicure della giungla.

Nel settembre 2001 i volontari di “POPOLI” consegnano all’organizzazione sanitaria karen (Karen Department of Health and Welfare) il primo carico di farmaci acquistati a Bangkok sulla base di una accurata lista stilata con i medici del K.D.H.W. La nostra organizzazione cura poi la distribuzione recandosi nel distretto di Dooplaya attraverso il confine thailandese.

Le cliniche mobili da noi rifornite sono inizialmente due: una di queste non disponeva di alcun farmaco da oltre tre anni. Oggi cinque cliniche operano in diverse regioni, portando ad oltre 15.000 persone il bacino di utenza delle strutture. Il personale sanitario locale (42 “medics”) fornisce assistenza gratuita sette giorni su sette agli abitanti dei villaggi e ai profughi interni.

Dal 2001 ad oggi sono state compiute almeno tre missioni l’anno durante le quali medici ed infermieri di POPOLI hanno visitato centinaia di pazienti e impartito prezioso training al personale locale. L’impegno di POPOLI è quello di proseguire la regolare fornitura di medicinali e strumenti di pronto soccorso negli anni a venire, e di sviluppare nuovi progetti di assistenza sanitaria. Su questo progetto abbiamo ottenuto la costante e preziosa collaborazione del Nucleo Giovanile Sobieski di Riva del Garda, che ha contribuito al rifornimento regolare di farmaci alle nostre cliniche.

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PROGETTO KAWTHOOLEI – LE SCUOLE

le scuole popoli

La popolazione residente nei villaggi karen e i profughi interni traggono il loro sostentamento dalla coltivazione del riso e di altri prodotti della terra. Alle naturali variazioni della produzione annuale, si aggiungono le razzie compiute dai militari che estorcono il raccolto e seminano di mine anti-uomo i campi dedicati alla coltivazione. Non da ultimo gli abitanti sono costretti – dal regime militare birmano – ad effettuare lavori forzati in qualità di portatori, nella raccolta del legno, nelle coltivazioni di bamboo e nella costruzione di basi militari per l’esercito di occupazione.

In questo modo all’istruzione non può venir garantito il necessario sostegno economico. Questa la situazione dei centri scolastici, obiettivo del nostro progetto: l’apertura delle scuole risale agli anni 1964/1966 ma l’attività dei centri non è mai stata regolare sia perché gli abitanti non hanno potuto sostenerne i costi negli anni di crisi sia per le difficoltà incontrate nella ricerca di insegnanti disponibili in queste località disagiate e pericolose. La rilocazione forzata dei villaggi condotta dall’esercito birmano attraverso la distruzione degli insediamenti originari ha costretto più volte il Comitato per i Rifugiati Interni Karen (Karen Internally Displaced People Committee – KIDPC) a ripartire da zero con i programmi di istruzione primaria.

Gli insegnanti che accettano di seguire le scuole locali sono pagati dagli abitanti ma durante i momenti di tensione nei distretti, il loro salario non può essere pagato; gli insegnanti, in queste situazioni, si vedono costretti ad abbandonare la loro opera dopo uno o due anni, per ricercare altri lavori che garantiscano loro una minima fonte di sopravvivenza. Diventa così sempre più difficile trovare insegnanti qualificati ed adeguati alle funzioni dell’istruzione.

I genitori di moltissimi bambini e giovani si trovano quindi frequentemente a fronteggiare urgenze primarie vitali. Si riscontra quindi un consistente affievolimento nell’interesse per l’istruzione ed i figli sono indirizzati quanto prima verso un possibile lavoro per il sostenimento della famiglia.

Alcuni di loro seguono i corsi tenuti nei centri di istruzione dei villaggi ma, considerate le ristrettezze economiche generali, perdono la possibilità di continuare il loro ciclo di studi superiori od universitari. Già una parte di loro – infatti – si vede costretta ad abbandonare gli studi addirittura prima della conclusione della scuola primaria.

Generalmente il ciclo di scuola primaria consiste in due anni di asilo e quattro di insegnamento elementare.

Quattro scuole sono attualmente in funzione in territorio di guerra grazie all’intervento di Popoli. Mediamente, in ciascun centro di istruzione, sono presenti dai 40 agli 80 studenti (nel centro scolastico di Kaw Hser gli alunni superano le 120 unità), la metà dei quali in età da asilo mentre i restanti coprono la fascia relativa ai quattro anni di istruzione primaria e a quella corrispondente alla nostra “scuola dell’obbligo”.

L’anno scolastico, per il grado di istruzione primaria, inizia nel mese di Aprile e termina a Febbraio. Le materie studiate sono: il Karen, il birmano, l’inglese, la matematica e la storia Karen.

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PROGETTO “TERRA-IDENTITA’”. I VILLAGGI DELLA RINASCITA

terra popoli

Nel 2007, con la collaborazione dell’Associazione “L’Uomo Libero” è iniziato il progetto “Terra/Identità” che ha portato nel giro di qualche anno alla costruzione di quattro villaggi agricoli in cui centinaia di profughi hanno potuto ritrovare un’abitazione e una fonte di sostentamento, rendendosi autosufficienti da un punto di vista alimentare grazie alla lavorazione dei campi, avvenuta con strumenti forniti dalla nostra Comunità.

L’obiettivo che sta alla base del progetto è quello del ritorno in patria di quella fetta di popolazione che aveva dovuto lasciare la sua Terra a causa delle privazioni e della violenze provocate dalla guerra.

I villaggi dispongono di una scuola e di una clinica (o presidio medico), e sono protetti da unità dell’Esercito di Liberazione Nazionale Karen (K.N.L.A.) che hanno lo scopo di contrastare o ritardare eventuali incursioni da parte delle truppe birmane.

Nelle terre in prossimità dei villaggi si coltiva riso, arachidi, granturco, ortaggi. Nel 2012 é stata inaugurata una piantagione sperimentale di caffè (villaggio di Oo Kray Khee) che sarà a pieno regime di produzione nel 2015, mentre nel villaggio di Nya Pae Tha nel 2009 è stato dato il via alla produzione di piante officinali a scopo medico e alla lavorazione artigianale di legni pregiati (progetto in collaborazione con l’Associazione “Navigare Necesse Est” di Roma, al nostro fianco nella ricostruzione e nello sviluppo di questo villaggio del distretto di Dooplaya).

Alcuni dei villaggi interessati dal progetto sono stati distrutti dall’esercito birmano durante le offensive del 2008, ma poi ricostruiti e ripopolati, rappresentando esempi di irriducibile resistenza nei confronti delle forze di occupazione.

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