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Progetto delle Cliniche Mobili

Dall’aprile 2001 " POPOLI " ha lanciato una campagna per la raccolta di fondi da destinare all'acquisto di medicinali e beni di prima necessità per i profughi interni Karen.
Il sopralluogo condotto in precedenza nel distretto di Dooplaya aveva evidenziato le drammatiche conseguenze della mancanza di farmaci contro la malaria , le infezioni gastrointestinali, le infezioni delle vie respiratorie e di quelle urinarie. La scarsità di apporto vitaminico nella dieta dei bambini risultava altrettanto grave. Inoltre, la presenza di feriti da arma da fuoco, da granate, da mine antiuomo, rendeva necessaria la fornitura di strumenti per il pronto soccorso. L'assistenza sanitaria ai profughi interni Karen, cioè ai soggetti maggiormente colpiti dalle conseguenze delle campagne militari, è affidata a delle cliniche mobili, strutture che vengono evacuate in caso di attacco da parte dei soldati birmani, per essere nuovamente allestite in zone più sicure della giungla.
Nel settembre 2001 i volontari di "POPOLI" , accompagnati da un farmacista di "Pharmaciens sans Frontiers", hanno consegnato all'organizzazione sanitaria karen (Department of Health and Welfare) il primo carico di farmaci acquistati a Bangkok sulla base di una accurata lista stilata con i medici del D.H.W. La nostra organizzazione ha curato poi la distribuzione recandosi nel distretto di Dooplaya attraverso il confine thailandese.
Le cliniche mobili da noi rifornite erano inizialmente due: una di queste non disponeva di alcun farmaco da oltre tre anni. Oggi una terza clinica opera nella stessa regione, portando ad oltre 12.000 persone il bacino di utenza delle strutture.
L'impegno di POPOLI, assunto nei confronti di questa comunità di profughi interni, è stato quello di proseguire la regolare fornitura di medicinali e strumenti di pronto soccorso negli anni a venire, e di sviluppare nuovi progetti di assistenza sanitaria.

NASCITA DEL PROGETTO

Il Dipartimento per la Sanità e i Servizi (Department of Health and Welfare, DHW) dell'Unione Nazionale Karen (Karen National Union, KNU) è nato al fine di fornire assistenza pubblica unicamente alle popolazioni residenti nella Birmania sud-orientale, lungo il confine con la Tailandia, seguendo un proprio programma sanitario-assistenziale.
All'inizio del 1997 la KNU, in seguito all'offensiva del esercito regolare birmano, dovette cedere il controllo di gran parte dei suoi territori. Una conseguenza di ciò fu l'interruzione dei servizi attuati dal DHW, si rese infatti necessaria una radicale trasformazione del sistema sanitario, non essendo più possibile mantenere sedi permanenti per le cliniche, in quanto la popolazione era obbligata a spostarsi costantemente per sfuggire agli attacchi delle truppe di Rangoon.
Nel 1997 una O.N.G. tedesca, in collaborazione con il DHW, iniziò un progetto sperimentale chiamato "Programma Clinica Mobile" (Mobile Health Clinic Program, MHCP), impiantando una prima clinica mobile per i profughi interni (Internally Displace People, IDP). Nel 1998 fu ampliato il progetto realizzando due ulteriori cliniche mobili. Poiché il servizio si è rivelato di grande utilità, col tempo è aumentata la richiesta di prestazioni mediche. Nel 2000 le cliniche sono cresciute a quattro. La nostra Comunità, nel 2001, ha adottato due nuove cliniche, portando il totale di queste vitali unità a sei. L’anno successivo una nuova clinica è stata messa in funzione da Popoli nei dintorni di Mu Aye Pu.
L'obiettivo principale del MHCP è di fornire assistenza sanitaria di base da una sede semi-permanente alle aree circostanti, tenendo costantemente presente i pericoli che possono minacciare la clinica.
In ciascuna clinica mobile sono presenti cinque operatori sanitari addetti alla medicina di base e al pronto soccorso, per una popolazione che va dai 3500 ai 5000 rifugiati. Il personale dispone di una quantità di farmaci essenziali sufficiente per tre mesi, nonché di una "clinica" che può essere installata dove necessario, nella quale sono sempre presenti due operatori. Gli altri tre visitano i profughi interni nelle aree circostanti. L'equipe deve tenersi costantemente pronta a spostarsi per motivi di sicurezza, lontano da qualsiasi impedimento o pericolo dovuto alla presenza di truppe birmane, portando con sé i medicinali, le attrezzature mediche e gli eventuali pazienti.

 
 

SITUAZIONE ATTUALE

Nonostante il recente negoziato per giungere ad un cessate il fuoco fra lo stato Karen e l'SPDC, l'area Karen rimane pericolosa, tanto per i profughi interni quanto per i medici delle cliniche mobili. In molti distretti proseguono gli scontri tra unità dell'esercito birmano e i gruppi di resistenza. Negli scorsi anni l'SPDC costrinse gli abitanti dei villaggi ad una ricollocazione forzata, si impossessò dei loro beni, bruciò le loro abitazioni e distrusse le loro risaie. Gli abitanti furono costretti ad arrendersi o ad espatriare. Molti sfollarono senza riuscire a ristabilirsi in vere e proprie comunità. Anche bambini caddero vittime delle loro sparatorie. Sempre più spesso i profughi interni dell'area Karen si trovano senza cibo e nel rischio crescente di essere feriti o uccisi dalle mine.
La mancanza di cibo, riparo e medicinali aumenta l'esposizione dei profughi interni a problemi di natura sanitaria. La presenza delle truppe birmane rende più difficoltoso ai medici raggiungere le persone e più rischioso per le persone raggiungere la clinica. Quando gli abitanti devono fuggire dall'SPDC, si rifugiano solitamente nella giungla, dove aumenta il rischio di malaria e di altri problemi sanitari.
Interventi di educazione sanitaria si sono svolti in alcune comunità con la collaborazione di insegnanti, capi villaggio, e gruppi di donne che organizzavano gli incontri. I medici hanno fornito dimostrazioni pratiche per la corretta costruzione di latrine, per l'igiene personale (rivolgendosi in particolare ai bambini), dell'abitazione, e per la bollitura dell'acqua.
Nonostante le difficoltà, l'educazione sanitaria sta lentamente cominciando a produrre qualche risultato nelle comunità.
Ciascuna delle cliniche fornisce nella sua sede ed all'esterno nell'area circostante, visite mediche, diagnosi e terapie. Per questi medici è possibile lavorare soltanto quando l'SPDC non è attivo nella zona. In tutta l'area vengono effettuate terapie curative delle affezioni comuni, come malaria (P. falciparum - spesso clorochino e meflichino resistente, e P.vivax - sensibile alla clorochina) diarrea, infezioni respiratorie, anemia, parassitosi, malattie della pelle.

Sono fornite inoltre cure di pronto soccorso per incidenti e ferite. Le cliniche dispongono delle attrezzature per piccoli interventi di chirurgia, visite dentistiche generiche, esami clinici di base, ostetricia generale. Vi si preparano inoltre kits d'emergenza per ferite da arma da fuoco e mine.
I pazienti più gravi e quelli cronici vengono invitati a rivolgersi all'ospedale più vicino. Se il paziente acconsente, un medico lo accompagna a destinazione, senza però entrare in ospedale, per motivi di sicurezza. Quando è possibile, il paziente viene inviato ad una ONG medica in Tailandia, che offre cure gratuite. Se il paziente viene ricoverato in un ospedale birmano, le spese mediche (quelle ufficiali e quelle "ufficiose") sono molto elevate. Molti pazienti rifiutano il ricovero, per motivi di sicurezza o, più spesso, per indisponibilità economica. Questi pazienti di solito non sopravvivono.

 

 

 
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